ALLA SCOPERTA DELLE SOSTANZE SVILUPPATE CON IL METODO FUNGI OFFICINALIS: ERGOTIONEINA

l metodo chimico-fisico di coltivazione e di arricchimento in metaboliti attivi denominato “Fungi officinalis” individua nell’ergotioneina (EGT) una delle principali molecole sviluppate e concentrate. Negli ultimi anni l’EGT è stata oggetto di importanti ricerche condotte da prestigiosi gruppi universitari di tutto il mondo (ad esempio quelli del Prof. Barry Halliwell, National University of Singapore, e del Prof. Bruce M. Spiegelman, Harvard Medical School – Dana-Farber Cancer Institute di Boston). Questi studi sono fondamentali su due fronti. In campo epidemiologico, indicano che il consumo alimentare di funghi contenenti EGT può aiutare a contrastare le malattie dell’età avanzata legate allo stress ossidativo persistente e all’infiammazione cronica che ne deriva (inflammaging), comuni a molte patologie cronico-degenerative e ai tumori. In campo nutrizionale e cellulare, hanno portato alla scoperta di meccanismi biochimici originali, che aprono nuovi orizzonti terapeutici e nutrizionali per particolari categorie di pazienti (i soggetti fragili) e gettano nuova luce sul legame tra l’evoluzione dell’uomo nel suo ambiente e il ruolo dei funghi.

È esperienza comune, nella storia dell’umanità come in quella di ciascuno di noi, che quanto più l’uomo si adatta all’ambiente ed evolve con esso, modificandolo in modo equilibrato e armonico (ovvero co-evolve con gli altri esseri viventi che lo circondano, anche grazie alla mediazione simbiotica dei funghi), tanto più vive a lungo e in salute. Al contrario, quanto più si allontana dalla connessione e dall’equilibrio con la natura, tanto meno vive e tanto più si ammala: basti pensare a una vita sregolata, agli eccessi alimentari e all’alcol, all’esposizione a sostanze chimiche, al fumo e allo stress. La parola chiave è quindi una sola: vivere in equilibrio. La biologia insegna che sono proprio i funghi a fare da connettori e “convertitori” tra i tre grandi regni degli organismi pluricellulari (animali, piante e funghi) e a mantenerne l’equilibrio.

Le più recenti ricerche sui meccanismi molecolari alla base dell’azione protettiva dell’EGT (Sprenger et al., 2025; Petrovic et al., 2025) hanno individuato due vie enzimatiche sinergiche, attivate dall’EGT nelle cellule sotto stress: quella dell’enzima mitocondriale MPST e quella dell’enzima citosolico CSE. Entrambe portano alla produzione di idrogeno solforato (H2S) e alla persolfidazione, una modificazione protettiva che stabilizza oltre 300 proteine coinvolte nella respirazione cellulare. Il risultato è la produzione di un “carburante” essenziale per i mitocondri (il NAD+) in modo “pulito”, cioè con una minore formazione di radicali liberi (ROS). Per usare un’immagine: l’EGT fa funzionare il motore cellulare come un motore a idrogeno che non inquina, grazie a un “additivo” a base di zolfo. Questi risultati indicano nell’EGT una vera e propria molecola della longevità, una sorta di moneta di scambio tra gli organismi più virtuosi e longevi, per i quali la presenza dell’EGT in ogni condizione di stress e di emergenza metabolica è necessaria al mantenimento della salute. Tutto ciò avvalora con sempre maggiore forza la definizione dell’EGT come “vitamina della longevità”, proposta dal Prof. Bruce Ames, uno dei pionieri della ricerca su antiossidanti e micronutrienti.

L’EGT è un aminoacido solforato naturale derivato dall’istidina (betaina della 2-tioistidina). In natura è sintetizzata soltanto da funghi e da alcuni batteri; tra gli alimenti, i funghi ne sono di gran lunga la fonte più ricca: in particolare porcini, shiitake, maitake e funghi del genere Pleurotus contengono concentrazioni fino a 40 volte superiori rispetto ad altri funghi e legumi. I mammiferi, uomo compreso, non sono in grado di produrla, ma possiedono un suo trasportatore specifico, OCTN1, identificato nel 2005. Grazie a questo trasportatore, espresso sull’epitelio intestinale, l’EGT viene assorbita e, attraverso i globuli rossi, raggiunge i tessuti che ne hanno bisogno, cioè quelli ad alto consumo energetico: cervello, muscoli, cuore, vasi, occhio, polmone, rene, fegato e liquido seminale, il tutto entro circa 4 ore dall’ingestione. Si accumula nel midollo osseo, nel fegato e nei reni e ha un’azione lenta e prolungata (emivita di circa 30 giorni). Attraversa inoltre la placenta, passa nel latte materno e sembra svolgere un ruolo protettivo contro le infezioni nei primi anni di vita (Brustad et al., 2023).

L’espressione del gene del trasportatore OCTN1 è regolata innanzitutto a livello genetico: questo primo livello di regolazione varia tra popolazioni e in base alle abitudini alimentari, e dipende dall’età. Con l’avanzare degli anni, infatti, la produzione endogena di glutatione si riduce e l’organismo, come meccanismo fisiologico di protezione, aumenta l’espressione di OCTN1, così da assorbire l’EGT in modo più efficace e massivo, a condizione però che il consumo di funghi sia un’abitudine consolidata. La regolazione non finisce qui: è anche epigenetica e passa per la selezione di un microbiota simbiotico adatto, in funzione dell’uso tradizionale e familiare dei funghi nell’alimentazione.

Questo assetto genetico-epigenetico, frutto di milioni di anni di coevoluzione, indica che una sostanza che non produciamo, ma che riceviamo dai funghi, è “prevista” dal nostro patrimonio genetico come nutriente da assumere. Se così non fosse, in assenza di una pressione selettiva la deriva genetica avrebbe portato, nel giro di alcune generazioni, alla perdita dei geni inutili, e soprattutto di quelli che NON SI USANO FREQUENTEMENTE perché estranei alle nostre vie enzimatiche e metaboliche. Lo scopo di questo sistema è mantenere la salute con l’avanzare dell’età e in determinate condizioni, cioè quando i normali meccanismi di difesa dallo stress ossidativo si indeboliscono e si aprono le porte alle disfunzioni mitocondriali e, più in generale, alle mitocondriopatie. Il mitocondrio, la nostra centrale energetica, è infatti il bersaglio dell’EGT: la coppia OCTN1/EGT costituisce quindi un vero e proprio meccanismo regolatorio ADATTATIVO ED EVOLUTIVO (Cheah et al., 2021; Halliwell et al., 2021 e successivi).

Grazie alle piccole dimensioni e al trasportatore OCTN1, l’EGT raggiunge le cellule in sofferenza e i loro mitocondri, dove può subentrare al glutatione (il principale sistema antiossidante endogeno dell’organismo) quando questo si esaurisce. Rispetto ad altri antiossidanti agisce in modo più preciso e persistente: neutralizza le specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto (ROS e RNS), è attiva sia all’interno sia all’esterno della cellula, modula l’infiammazione, chela ioni metallici come ferro e rame e protegge dai raggi UVA e UVB (azione citoprotettiva). Sono inoltre descritti effetti positivi sul sistema immunitario, di scudo protettivo contro i danni e l’invecchiamento del DNA e sull’allungamento dei telomeri e infine nella prevenzione dei tumori: una metanalisi di studi osservazionali pubblicati nell’arco di 54 anni, dal 1966 al 2020 (Ba et al., 2021), ha associato il consumo di appena 150/200 gr di funghi freschi a settimana (15-20 gr secchi) o un mix scelti tra quelli maggiormente ricchi di EGT, a un rischio di cancro significativamente dimezzato: inferiore del 45% e con una tendenza alla diminuzione ulteriore del rischio all’aumentare della dose.

Dopo aver svolto nel mitocondrio la sua azione antiossidante, lenta e prolungata, l’EGT rimane attiva nel citosol e nello spazio extracellulare, dove fornisce zolfo attraverso il suo gruppo sulfidrilico, con un’azione antinfiammatoria e trofica, in particolare a livello della pelle, delle articolazioni e delle cartilagini (Forman e Zhang, 2021; Ey et al., 2007; Hartmann, 1995; Paul e Snyder, 2010).

Quando ROS e RNS aumentano nelle cellule di tessuti critici danneggiati, come cuore, cervello e occhio, l’EGT svolge un ruolo protettivo: si amplifica l’espressione di OCTN1 e, di conseguenza, l’afflusso di EGT. Ne deriva una risposta fisiologica contro il danno mitocondriale acuto, che contrasta i processi autodistruttivi della cellula e fornisce immediatamente energia (NAD+).

L’introduzione nella dieta dei Fungi officinalis, che forniscono un apporto di EGT costante nel tempo e contribuiscono a ottimizzare la funzione mitocondriale, favorisce una risposta adattativa, preventiva e protettiva equilibrata, che aiuta a contrastare il circolo vizioso dell’“inflammaging”. Con questo termine si indica l’infiammazione cronica di basso grado, sistemica e asintomatica, che si sviluppa fisiologicamente con l’avanzare dell’età e che porta a senescenza cellulare, instabilità mitocondriale (con attivazione dell’inflammasoma) e disbiosi intestinale. Questa risposta favorisce inoltre una modulazione del sistema immunitario in senso anti-invecchiamento, caratteristica peraltro nota e comune nei centenari (Halliwell e Cheah, 2024).

Al contrario, l’inflammaging, uno stato infiammatorio persistente, è considerato il denominatore comune di molte patologie legate all’età, tra cui le malattie cardiovascolari, la neurodegenerazione, le malattie metaboliche, la sarcopenia e l’osteoporosi. Non a caso, è proprio in queste patologie che sono state osservate le più importanti correlazioni scientifiche ed epidemiologiche con bassi livelli di EGT e di converso la presenza di correlazioni positive con la longevità e l’healthspan. Ecco alcuni esempi:

  1. Il celebre studio svedese sull’ergotioneina (EGT), condotto dai ricercatori dell’Università di Lund e pubblicato sulla rivista Heart nel 2019, rappresenta una delle prove scientifiche più rilevanti riguardo ai benefici di questo straordinario amminoacido sulla longevità umana. 

Lo studio ha monitorato 3.236 partecipanti svedesi per un periodo mediano di ben 21,4 anni. I ricercatori hanno analizzato diversi metaboliti nel sangue per capire come l’alimentazione influenzasse la salute a lungo termine. 

I Risultati Principali dello Studio Svedese

Dall’analisi dei dati è emerso che l’ergotioneina era il metabolita più fortemente associato a un modello alimentare salutare (health-conscious food pattern). Nello specifico, a livelli più elevati di ergotioneina nel sangue sono stati collegati i seguenti benefici: 

Mortalità cardiovascolare inferiore del 21% (per ogni incremento di una deviazione standard del livello di ergotioneina).

 Minor rischio di malattie coronariche (riduzione del rischio del 15%).

 Minor rischio di mortalità generale (riduzione del 14%). 

Ecco altri esempi relativi soprattutto al declino cognitivo e alla fragilità

Diversi importanti studi di coorte giapponesi confermano il legame tra bassi livelli sierici di ergotioneina (EGT) e un rischio significativamente maggiore di declino cognitivo, fragilità e demenza. Le ricerche condotte in Giappone evidenziano come la carenza di questo antiossidante nel sangue sia un biomarcatore chiave della neurodegenerazione.

2. Lo studio di Hisayama (2025)

Questo importante studio prospettico di coorte, pubblicato su Psychiatric and Clinical Neurosciences da ricercatori giapponesi ha seguito 1.344 partecipanti di età pari o superiore a 65 anni per un periodo mediano di 11,2 anni (dal 2012 al 2023) 

  • Associazione inversa con la demenza: Alti livelli sierici di EGT sono associati in modo lineare a un minor rischio di sviluppare demenza da tutte le cause, morbo di Alzheimer (AD) e demenze non-Alzheimer 
  • Indipendenza dalla dieta generale: L’associazione protettiva dell’ergotioneina contro il rischio di demenza è rimasta significativa indipendentemente dal consumo complessivo di verdure da parte dei soggetti esaminati 

3. Lo Studio del Kyoto University / Okinawa Institute (OIST)

Ricerche basate sulla metabolomica applicata all’invecchiamento in Giappone (condotte da istituti di eccellenza tra cui l’Okinawa Institute of Science and Technology e la Kyoto University) hanno analizzato i metaboliti nel sangue di anziani fragili e pazienti affetti da demenza;  

  • Declino metabolico selettivo: Nei soggetti anziani affetti da declino cognitivo e demenza (incluso l’Alzheimer con atrofia ippocampale evidente), i livelli di ergotioneina e dei suoi composti correlati (come la S-metil-ergotioneina) subiscono un drastico e netto calo rispetto ai coetanei sani;
  • Target per la fragilità: Il calo di EGT correla specificamente con il deterioramento delle abilità cognitive, ma non con il declino della massa muscolare scheletrica, evidenziando il tropismo neuroprotettivo della molecola negli anziani fragili.

4. Studi di Intervento Alimentare: Il fungo Tamogitake (2025)

Poiché gli esseri umani non possono sintetizzare l’EGT ma devono assumerlo tramite alimenti (i funghi ne sono la fonte principale) in Giappone sono stati avviati trial clinici mirati a contrastare il principio del declino cognitivo lieve (MCI).  Un recente studio di intervento nutrizionale controllato ha testato l’efficacia del fungo Tamogitake (Pleurotus cornucopiae), celebre in Giappone per l’altissimo contenuto naturale di L-ergotioneina .

L’assunzione controllata per 8 settimane in anziani giapponesi (60-79 anni) con sospetto declino cognitivo ha dimostrato la capacità dell’intervento di modulare positivamente il microbiota intestinale e supportare i domini di memoria e apprendimento.

Meccanismi biologici emersi

Gli scienziati giapponesi attribuiscono questi risultati alla capacità unica dell’EGT di attraversare la barriera emato-encefalica tramite il trasportatore neuronale specifico OCTN1. Nel cervello, l’EGT agisce contrastando lo stress ossidativo, mitigando la neuroinfiammazione (riducendo citochine come TNF-α e IL-6) e preservando l’integrità mitocondriale dei neuroni. 

5. Ba DM, et al. Mushroom intake and cognitive performance among US older…Br J. Nutr. 2022

Lo studio epidemiologico trasversale di Ba DM et al. (2022), pubblicato sul British Journal of Nutrition, ha analizzato la relazione tra il consumo di funghi e le prestazioni cognitive in un campione rappresentativo della popolazione anziana degli Stati Uniti. 

La ricerca ha utilizzato i dati di 2.840 partecipanti di età pari o superiore a 60 anni, raccolti all’interno dell’ampia indagine nazionale NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey, bienni 2011-2012 e 2013-2014). 

Dettagli del protocollo e test cognitivi

Il consumo di funghi è stato stimato attraverso richiami dietetici delle 24 ore e i partecipanti sono stati suddivisi in tre categorie (consumo più basso, medio e più alto). Le funzioni cerebrali sono state valutate impiegando quattro test standardizzati: 

Digit Symbol Substitution Test (DSST): per misurare l’attenzione, la velocità di elaborazione psicomotoria e la memoria esecutiva.

  • CERAD Word Learning (CERAD-WL): per testare l’apprendimento verbale e la memoria immediata.
  • CERAD Delayed Recall (CERAD-DR): per valutare il richiamo verbale differito nel tempo.
  • Animal Fluency (AF) Test: per quantificare la fluidità verbale categoriale ed esecutiva.
    • Risultati principali dello studio
  • Prestazioni superiori nei consumatori abituali: Gli anziani appartenenti alla categoria con il più alto consumo di funghi (mediana di 13,4 grammi al giorno per ogni 1000 kcal) hanno mostrato punteggi significativamente più alti nei test DSST e CERAD-WL rispetto a chi non ne consumava o ne consumava pochissimi. 
  • Trend per domini specifici: L’associazione positiva ha mostrato un chiaro trend lineare per la velocità di elaborazione e la memoria a breve termine, mentre non sono emerse tendenze statisticamente significative per il richiamo a lungo termine (CERAD-DR) o la fluidità verbale (AF). 
  • Indipendenza statistica: I modelli di regressione lineare hanno confermato la validità del legame anche dopo aver corretto i dati per fattori confondenti cruciali, tra cui l’età, il livello socio-demografico, lo stile di vita, le malattie croniche e la qualità generale della dieta misurata tramite l’Healthy Eating Index-2015. 
  • Il legame con l’Ergotioneina (EGT)

Nelle conclusioni dello studio, gli autori evidenziano come i benefici osservati siano biologicamente plausibili grazie alla ricchezza dei funghi in composti bioattivi e potenti antiossidanti come la L-ergotioneina (EGT) e il glutatione. Poiché l’organismo umano non può sintetizzare l’EGT autonomamente, il consumo regolare di funghi si conferma una strategia nutrizionale primaria per l’apporto di questa molecola neuroprotettiva. 

6. Con il codice NCT03641404 si riferisce a un pionieristico studio clinico pilota basato a Singapore, intitolato “Investigating the Efficacy of Ergothioneine to Delay Cognitive Decline”, i cui risultati finali sono stati recentemente pubblicati a fine 2024 su PubMed. 

Il trial è stato coordinato da un team di scienziati della National University of Singapore (NUS) e del National University Health System (NUHS) sotto la guida del Professor Barry Halliwell, uno dei massimi esperti mondiali nel campo degli antiossidanti. 

Di seguito sono dettagliati la struttura, i risultati chiave e l’importanza del trial clinico.

Struttura e Metodologia del Trial

Lo studio è stato concepito a seguito di una precedente ricerca epidemiologica condotta a Singapore su 470 anziani, la quale aveva dimostrato che i soggetti con bassi livelli plasmatici di ergotioneina andavano incontro a un declino cognitivo accelerato. 

Il trial NCT03641404 ha voluto testare l’efficacia causale dell’integrazione pura.

  • Partecipanti: Anziani di età ≥ 60 anni con diagnosi accertata di Compromissione Cognitiva Lieve (MCI) 
  • Design dello studio: Studio pilota in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo 
  • Intervento: Somministrazione di capsule di ergotioneina pura (25 mg per capsula) o placebo, assunte 3 volte a settimana per la durata di un intero anno 

Risultati Principali

  1. Profilo di Sicurezza Eccellente: L’assunzione prolungata di EGT per un anno non ha alterato in alcun modo i biomarcatori di sicurezza clinica, confermando la totale assenza di tossicità renale, epatica o alterazioni dell’emocromo;
  2. Miglioramento dei Punteggi Cognitivi: Rispetto al gruppo placebo, i soggetti trattati con ergotioneina hanno registrato incrementi significativi nei punteggi globali di performance cognitiva, mostrando miglioramenti mirati nella capacità di apprendimento e nella memoria;
  3. Stabilizzazione del Danno Neuronale: Il dato biologico più rilevante ha riguardato i livelli plasmatici di catena leggera del neurofilamento (NfL), un noto marcatore ematico di lesione e degenerazione assonale. Mentre il gruppo placebo ha mostrato un incremento significativo dei livelli di NfL nel corso dei 12 mesi (segno di progressione neurodegenerativa), nel gruppo integrato con EGT i livelli di NfL si sono completamente stabilizzati 

Significato Scientifico

Questo studio rappresenta la prima evidenza clinica controllata (human RCT) del fatto che l’integrazione esogena di ergotioneina sia in grado non solo di accumularsi efficacemente nel sangue, ma anche di rallentare i processi biochimici e strutturali legati alla demenza e al deterioramento cognitivo. I dati supportano l’ipotesi che l’EGT protegga i mitocondri dei neuroni dallo stress ossidativo e dalla neuroinfiammazione direttamente in vivo .

7. I dati della coorte europea EPIC-Norfolk (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, nel Regno Unito) confermano formalmente i benefici cerebrali a lungo termine derivanti dal consumo della principale fonte alimentare di ergotioneina: i funghi. 

Nello specifico, un importante studio epidemiologico basato sulla coorte e pubblicato all’inizio del 2024 da Cha, Bell e Williams su Nutrients ha mappato l’evoluzione dei consumi alimentari e la salute cerebrale di oltre 5.000 anziani inglesi monitorati per ben 18 anni. 

Dettagli del protocollo ed evoluzione dei consumi

I ricercatori dell’università di Reading hanno incrociato i dati sui consumi alimentari (misurati tramite questionari FFQ a cadenza periodica in tre distinti check-up sanitari) con una serie completa di test neurocognitivi mirati (EPIC-COG) eseguiti nella fase avanzata dello studio: 

Tendenza al calo: Lo studio ha rilevato che, con l’avanzare dell’età, la percentuale di consumatori di funghi all’interno della popolazione britannica esaminata subisce una netta riduzione (con il 4,12% dei soggetti che smette completamente di consumarli). 

L’effetto dose-dipendente: L’analisi statistica ha evidenziato una chiara relazione dose-risposta. I soggetti che consumavano almeno una o più porzioni di funghi a settimana hanno ottenuto i punteggi cognitivi globali più alti in assoluto. 

Domini cognitivi preservati dallo studio EPIC-Norfolk

Il consumo costante e a lungo termine di alimenti ricchi di ergotioneina ha mostrato una forte associazione positiva con il mantenimento di specifiche funzioni cerebrali superiori: 

Memoria prospettica e di richiamo: Performance significativamente migliori nei compiti legati al ricordo di parole e alla memoria a breve e medio termine. 

Funzioni esecutive: Maggiore reattività, velocità di elaborazione e capacità di pianificazione ed esecuzione dei compiti complessi. 

Indipendenza dal consumo di vegetali: Questo è un fattore cruciale. Il legame protettivo dei funghi è rimasto statisticamente significativo anche dopo aver corretto i modelli per l’assunzione totale di frutta e verdura. Ciò suggerisce che i funghi offrano molecole neuroprotettive uniche (come l’EGT) non sostituibili con altri vegetali. 

Il quadro d’insieme: Consonanza con gli studi asiatici e USA

I risultati dell’europeo EPIC-Norfolk Study chiudono un cerchio epidemiologico globale di grande rilevanza: 

Gli studi in Giappone (come l’Hisayama Study) dimostrano che chi ha livelli ridotti di EGT nel sangue sviluppa più demenza e atrofia cerebrale.

  1. Lo studio NHANES negli Stati Uniti (Ba DM et al., 2022) certifica che gli anziani americani che mangiano funghi ottengono punteggi migliori nei test neurocognitivi.
  2.  Lo studio EPIC-Norfolk in Europa (2024) conferma sul lungo periodo (18 anni) che una dieta povera di funghi accelera la perdita di prestazioni cognitive durante l’invecchiamento. 

8. Il legame tra ergotioneina (EGT) e la fragilità (frailty) rappresenta uno dei filoni più caldi della ricerca geriatrica e della metabolomica applicata alla longevità.

Negli anziani, la fragilità è definita come una condizione di vulnerabilità sistemica dovuta al progressivo esaurimento delle riserve fisiologiche dell’organismo. Gli studi scientifici dimostrano che bassi livelli ematici di EGT correlano direttamente con un elevato indice di fragilità, identificando questa molecola come un potenziale scudo contro il deterioramento biologico legato all’invecchiamento. 

Le evidenze cliniche e biochimiche illustrano come l’EGT intervenga in questa dinamica.

 La distinzione cruciale: Fragilità Cognitiva vs Fragilità Muscolare

Gli studi di metabolomica condotti su coorti di anziani fragili (tra cui le pubblicazioni su FEBS Letters e i recenti update del 2025/2026) hanno fatto emergere un dato biochimico molto selettivo: 

Forte tropismo cerebrale: Negli anziani fragili, il crollo verticale dei livelli di ergotioneina nel sangue correla in modo specifico con il declino delle funzioni cognitive e della memoria, ma non mostra una correlazione lineare con la perdita di massa muscolare scheletrica (sarcopenia) o con il metabolismo dell’azoto muscolare.

Biomarcatore di fragilità cognitiva: Questa evidenza ha portato gli scienziati a considerare l’EGT non tanto come un marcatore generico dell’invecchiamento fisico, quanto come il biomarcatore d’elezione per la fragilità cognitiva (cognitive frailty), la condizione in cui la ridotta resilienza fisica si somma al principio di deterioramento cerebrale lieve. 

9. Nuove evidenze precliniche: Il ruolo protettivo sui muscoli (Studi 2025)

Sebbene nell’uomo il legame ematico sia più evidente sul fronte cognitivo, ricerche d’avanguardia pubblicate a inizio 2025 su Cell Metabolism hanno dimostrato che l’integrazione di EGT ha un potenziale enorme anche contro l’invecchiamento fisico:

  • Inversione dell’atrofia muscolare: In modelli animali di mezza età, la somministrazione di EGT ha incrementato la dimensione dei muscoli e migliorato la performance fisica generale.
  • Boost del NAD+: Lo studio ha rivelato che l’EGT è in grado di aumentare i livelli di NAD+ nel tessuto muscolare, un coenzima vitale per l’energia cellulare e mitocondriale che normalmente decade con l’avanzare dell’età e con la fragilità. 

Come dimostrato dagli studi del 2025 di Petrovic e Sprenger, l’attivazione degli enzimi CSE e MPST da parte dell’ergotioneina genera un flusso costante di H2S (acido solfidrico-solfuro di idrogeno-idrogeno solforato) che avvia una persolfidazione di massa. Questo processo protegge e attiva nodi metabolici vitali:

  • Sostegno al metabolismo (cGPDH): La persolfidazione indotta dall’asse EGT-CSE attiva l’enzima citosolico glicerolo-3-fosfato deidrogenasi. Questo evento innesca il massiccio aumento dei livelli di NAD+ muscolare, garantendo energia alla cellula.
  • Preservazione dei motori energetici: Moltissime proteine della catena di trasporto degli elettroni nei mitocondri vengono protette tramite –SSH, mantenendo la respirazione cellulare efficiente ed evitando che i mitocondri “esplodano” rilasciando radicali liberi.
  • Inibizione della senescenza: Proteggendo enzimi chiave e fattori di trascrizione nucleari, la persolfidazione riduce lo stato infiammatorio cronico (inflammaging) tipico della fragilità anziana.

Sintesi: I meccanismi biochimici che contrastano la vulnerabilità

La perdita di ergotioneina priva l’organismo di una linea di difesa fondamentale. L’EGT combatte la sindrome della fragilità agendo su tre fronti biochimici chiave:

  1. Contrasto allo Stress Ossidativo: La carenza di antiossidanti genera uno stress ossidativo cronico che danneggia gli organi vitali. L’EGT si accumula selettivamente nei tessuti più esposti a questo stress grazie al trasportatore specifico OCTN1. 
  2. Proprietà Anti-Senescenza (Anti-Aging): L’EGT esibisce spiccate proprietà protettive che rallentano l’invecchiamento cellulare e la transizione delle cellule sane verso lo stato senescente infiammatorio. 
  3. Mitigazione dell’Inflammaging: La fragilità è alimentata da uno stato infiammatorio cronico di basso grado (inflammaging). L’ergotioneina agisce riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie e proteggendo i mitocondri cellulari. 

Sintesi per la longevità in salute

La comunità scientifica internazionale concorda nel definire l’ergotioneina come un potenziale “vitamina della longevità” condizionatamente essenziale. Poiché i livelli biologici di EGT diminuiscono costantemente con l’età e precipitano nei soggetti fragili, il mantenimento di un apporto adeguato (tramite alimenti come i Fungi officinalis o l’integrazione mirata) è considerato una strategia preventiva di primaria importanza per estendere lo healthspan, ovvero gli anni di vita vissuti in piena salute fisica e mentale. 

Copyright © Dr Maurizio Bagnato 2026

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FUNGI (officinalis ®): IL CIBO-MEDICINA

The concept of “food as medicine,” rooted in Hippocratic tradition, is applied to mushrooms, whose role lies between nutrition and health. Although often marketed as medicinal, their classification remains debated due to variability in active compounds and the tension between scientific evidence and commercial use. Historically, mushrooms have provided essential nutrients, particularly for poorer populations, serving as a valuable source of proteins and vitamins and contributing to disease prevention. In parallel, some species have been used in ritual and psychoactive contexts. In Japan, widespread and regular consumption of mushrooms has been associated with a marked reduction in stomach cancer and other diet-related diseases, alongside increased life expectancy and improved overall health. Their integration into daily diets across the population has coincided with significant public health improvements. The development of Fungi officinalis® introduces a cultivation method aimed at enhancing key bioactive compounds—such as ergothioneine, vitamin D2, and beta-glucans—linked to antioxidant, anti-inflammatory, immunomodulatory, and antineoplastic effects. These compounds are associated with both the slowing of aging processes and the inhibition of abnormal cell proliferation. Mushrooms are ultimately positioned within a broader biological and ecological framework, in which human health is closely connected to a symbiotic relationship with fungi, suggesting a shift toward a more integrated understanding of life and environmental balance.

“Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, affermava Ippocrate di Kos (466 a.C.), padre putativo della medicina e autore del celebre Giuramento a cui ancora oggi i medici si conformano eticamente al momento dell’iscrizione all’Ordine.

Questa frase è tuttora attuale e viene spesso richiamata, anche in ambito commerciale, quando si parla di alimenti funzionali, parafarmaceutici o biologici con presunte proprietà salutistiche. Tuttavia, nella cultura moderna, l’accostamento tra cibo e medicina risulta spesso “indigesto”: il termine medicina richiama infatti la malattia, e per questo si preferisce parlare di alimenti con proprietà nutritive o salutistiche.


I funghi “medicinali”: tra scienza e marketing

Dalla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti, grazie anche agli immigrati cinesi, si è diffusa l’idea di alcune specie di funghi coltivati con presunte virtù curative, definiti appunto “funghi medicinali”.

Tuttavia, le sostanze nutrizionalmente rilevanti presenti in questi funghi sono spesso in quantità minime e variabili, rendendo questa classificazione aleatoria e scientificamente discutibile. Se per ottenere un effetto medicamentoso è necessario consumarne quantità elevate, viene meno il concetto stesso di alimentazione, che dovrebbe essere equilibrata, sostenibile e variata.

Di conseguenza, la definizione di “fungo medicinale” è stata spesso percepita più come una strategia commerciale che come una reale categoria scientifica. Nel tempo, il fungo è stato progressivamente spostato dal concetto di alimento a quello di integratore parafarmaceutico, soprattutto in Europa, con risultati alterni e non sempre supportati da evidenze solide.


Il valore nutrizionale tradizionale dei funghi

Fin dall’antichità, i funghi epigei spontanei hanno rappresentato una risorsa fondamentale, soprattutto per le popolazioni rurali più povere. Erano infatti una delle poche fonti disponibili di proteine nobili e vitamine.

Grazie alla possibilità di conservarli essiccati o sott’olio, i funghi costituivano un alimento prezioso, spesso utilizzato in sostituzione della carne, ad esempio sulla polenta durante le fredde serate invernali. In questo senso, rappresentavano un vero “cibo-medicina”, contribuendo anche a prevenire malattie come la pellagra.

Parallelamente, alcune specie di funghi, in particolare del genere Psilocybe, sono state utilizzate in contesti rituali e sciamanici in Sud America e in India per le loro proprietà allucinogene. Oggi questi funghi sono tornati al centro dell’interesse scientifico in ambito psichiatrico, ma questo rappresenta un capitolo a parte.


Il caso Giappone: funghi e salute pubblica

Il paese che più di tutti ha valorizzato i funghi come cibo-medicina è il Giappone. Negli anni ’70, il Giappone presentava la più alta incidenza mondiale di cancro allo stomaco, senza che se ne comprendessero le cause.

Un’osservazione epidemiologica rilevò però che in alcune aree con elevata coltivazione e consumo di funghi, la popolazione mostrava una sorprendente riduzione dei casi di tumore gastrico.

Da questa evidenza partirono rapidamente studi e applicazioni pratiche:

  • introduzione di estratti di funghi nei protocolli terapeutici oncologici (come il lentinano da Shiitake)
  • inserimento sistematico dei funghi nella dieta quotidiana della popolazione (200–300 g a settimana)
  • integrazione dei funghi nei menù di scuole, aziende e ristorazione

In Giappone, la coltivazione dei funghi è regolata rigorosamente e riveste un ruolo quasi istituzionale, con standard qualitativi molto elevati.


Risultati epidemiologici e controversie

Nel tempo, il Giappone è diventato uno dei paesi con:

  • minore incidenza di tumori legati all’alimentazione
  • maggiore aspettativa di vita
  • migliori indicatori di invecchiamento in salute
  • costi sanitari relativamente contenuti

L’utilizzo del lentinano come farmaco oncologico, tuttavia, non ha avuto successo a livello internazionale, principalmente per problemi di riproducibilità e per effetti avversi. Non si esclude che anche la difficoltà di brevettazione abbia influito sulla sua diffusione.

Resta comunque rilevante l’impatto osservato a livello di popolazione, dove il consumo alimentare di funghi ha mostrato correlazioni epidemiologiche significative con il miglioramento della salute generale.


I funghi e l’invecchiamento in salute

L’introduzione regolare dei funghi nella dieta giapponese ha evidenziato effetti a lungo termine sia nella prevenzione delle malattie oncologiche sia nei processi di invecchiamento.

Si ipotizza che alcune sostanze presenti nei funghi agiscano in modo differenziale:

  • rallentando l’invecchiamento cellulare (effetto antisenescenza)
  • contrastando la proliferazione tumorale (effetto antineoplastico)

Tra i principali composti studiati troviamo:

  • ergotioneina
  • vitamina D2
  • beta-glucani

Queste sostanze sono associate ad attività:

  • antiossidante
  • antinfiammatoria
  • immunomodulante
  • antineoplastica

Una visione più ampia: funghi, vita e ambiente

Il concetto di cibo-medicina legato ai funghi non riguarda solo la salute umana, ma si estende all’equilibrio dell’intero ecosistema.

Per comprenderne appieno il ruolo, è necessario superare una visione antropocentrica e considerare i funghi come elementi fondamentali nei cicli biologici e geochimici della Terra.

I funghi rappresentano una delle forme di vita più resilienti, capaci di sopravvivere a condizioni estreme e di contribuire alla continuità della vita sul pianeta. In questa prospettiva, l’uomo non è il centro, ma parte di un equilibrio simbiotico più ampio.


Verso un nuovo paradigma

Accettare il ruolo dei funghi significa adottare un nuovo paradigma basato sulla simbiosi. La salute, sia individuale sia ambientale, dipende dall’equilibrio tra le diverse forme di vita.

In questo senso, l’alimentazione può diventare uno strumento fondamentale per ristabilire questa armonia, seguendo i ritmi della natura e integrando consapevolmente elementi come i funghi nella dieta quotidiana.


Copyright © Dr Maurizio Bagnato 2026

FUNGI E CANCRO FRA CURA E CAUSA: Ruolo della MICOMEDICINA e dei FUNGHI OFFICINALI

Capitolo I

“La congiura del silenzio”

“The conspiracy of silence” by Maurizio Bagnato-MD&Mycologist © Mycomedicine2025

Abstract: The explosion of cancer at a young age, together with the improvement of pharmacological treatment through precision medicine (gene-immuno-therapy), has increased survival but also increased the number of people suffering from multiple neoplasms over time, as well as relapses and outcomes, in need of increasingly expensive treatments and therapies who remain sick with the cancerous disease now to be considered a chronic disease. This fact, combined with the aging of the population in Western countries with increasingly fragile elderly people suffering from chronic polypathologies including cancerous disease, is rapidly bringing the various health systems to the point of no return of sustainability. This situation requires a paradigm shift, that is, moving from disease to health, that is, from a health based on drugs = therapy for the emerging disease,  to the food = nutrient that ensures the maintenance of health through the non-occurrence (prevention) of diseases or most of them before symptoms appear, taken daily with food by the general population and early. There is a brilliant example of active prevention implemented in Japan with mushrooms (FUNGI) and precisely on cancer that cannot be talked about, where the conspiracy of silence is imposed. The Japanese Health Authorities in the 70s, due to stomach cancer of which they had the highest incidence in the world, throught the observation of peasants who grew and ate mushrooms, they found a low incidence of cancer compared to the rest of the population. Therefore the Japanese government decided about 30 years ago to include mushrooms as a recommended weekly food ration for about 300 grams,  currently becoming the population with the lowest incidence of cancer not only gastric but of all those related-related nutrition of the world (about 80% including prostate, breast, pancreas, intestine, liver, esophagus, etc etc) in addition to the clear reduction in all other chronic diseases. This fact, improving the health of the population in general and in particular with implications on the longevity and quality of life of the elderly themselves, has had great repercussions on the Japanese Health Service, which is one of the most efficient and sustainable in the world. Japan is the country where the mushrooms, due to the results obtained, enjoy a particular status: Cultivation is regulated a State Monopoly level, with particular methods to obtain the required nutritional quality and from which some steps of the patented “Fungi officinalis” method were taken. Further confirmation is that of the Pennsylvania State University (USA) group of Djibril M. Ba et al. of 2021, a study published in Advances in Nutrition, entitled: “Higher mushrooms consumption is associated with lower risk of cancer: a systematic review and Meta-analysis of observational studies “, a large meta-analysis of observational studies on the subject published in major international scientific journals from 1966 to 2020 (54 years!!) whose results confirm the halving of the cancer risk (-45%) with just 18 grams of fresh mushrooms per day (not even 140 grams / week about half of the Japanese) with a cancer risk tending to zero, which confirms the results of Japan, proportionally increasing the amount of mushrooms taken with the diet. But the researchers say even more: they point to the substance contained in mushrooms: ERGOTHIONEINE (the longevity vitamin according to Prof. Bruce Ames) which for its unique characteristics both among natural substances and among synthetic ones, as  an intracellular antioxidant and extracellular anti-inflammatory (dose-dependent and without the possibility/effects of accumulation), is considered the major author of these incredible results, together with the fungal species where it is most contained: Pleurotus spp, Shiitake, Maitake, Hericium etc etc or in commonly cultivated/cultivable mushrooms.. That’s why it’s better not to talk about it. it’s too easy, I’d almost say .. Watson elementary! 

Beyond Japan, a study of such importance, published not surprisingly in 2021, in the midst of the pandemic, if it had been a drug, would have been the subject of conferences and publicized for decades, but so much so that we, as medical class, must pass the message that mushrooms are almost vegetables but less digestible and with fewer properties and we must look at them with suspicion because they can also be harmful! The conspiracy of silence continues …

L’impatto del cancro nella nostra società è sempre più devastante: se da una parte l’abbassamento dell’età d’insorgenza è una cattiva notizia, dall’altra è positiva l’aumentata sopravvivenza, tuttavia sono sempre più frequenti i cancri che si susseguono nel tempo nei pazienti apparentemente guariti dove oltre alla recidiva e agli esiti, se ne presentano spesso di nuovi, multipli ed in sedi diverse, tanto da poter parlare di malattia cancerosa quale entità nosografica a sè stante. Gli innegabili risultati della ricerca hanno come corollario l’aumento dei costi delle moderne terapie con farmaci personalizzati (gene-immunoterapici) che stanno suscitando sempre più speranze: sembra che stia avvenendo quello che è avvenuto per l’AIDS, ovvero non si muore più o meglio si muore di meno e comunque si rimanda nel tempo l’exitus. Ma a che prezzo? Queste terapie sono solo per pochi (l’accessibilità è il tema) e comunque costano tanto e quando si riesce a sopravvivere si lasciano eserciti di malati cronici spesso anziani invalidi bisognosi di tutto ma soprattutto di cura e assistenza sanitaria complessa e di farmaci sempre più costosi. La malattia cancerosa o cancro cronico (così per come lo è diventato) anche negli anziani insieme a tutte le altre malattie croniche, unite all’invecchiamento generale della popolazione, creano un mix micidiale rendendo non più sostenibili i costi del SSN che rischia perciò di collassare trascinandosi non solo i conti dello Stato ma anche la stessa tenuta sociale.

Quello che non è più procastinabile è un cambio di paradigma: passare dalla malattia alla salute, cioè dal farmaco=terapia per la malattia emergente, che spesso è solo il sintomo più evidente con cui si manifesta lo squilibrio sotterraneo che sostiene la vera causa, all’ alimento=nutriente, il quale assicura il mantenimento della salute con la non-insorgenza delle malattie o di gran parte di esse prima dell’appalesarsi dei sintomi (prevenzione primaria), preso giornalmente con il cibo dalla popolazione generale e precocemente. In una parola la prevenzione attiva nei tempi giusti. Ma applicare praticamente tali principi, al di là delle enunciazioni di facciata sulla prevenzione buone solo per i convegni ed a condizione di avere già una classe di alimenti-nutrienti adatti e disponibili, non farebbe piacere alle multinazionali del farmaco e perciò non se PUO’ né se ne DEVE parlare nemmeno come ipotesi di studio, né accennare o meglio nascondere quanto è già accaduto e accade nel mondo. Perché l’alimento già c’è e sono i Funghi (FUNGI) e l’esperienza è già stata fatta e da molti anni in Giappone con risultati eccezionali. Questa è una vera e propria “congiura del silenzio” a cui partecipano attivamente la classe medica, i media, OMS, gli stakeholders vari sotto la potente regia di Big-pharma. Perché la prevenzione è vero, non paga.

Tutti coloro che ci seguono conoscono i risultati del più grande studio epidemiologico osservazionale “in itinere” effettuato “sul campo” (meglio “in serra”) svoltosi  sul pianeta Terra e di cui è vietato parlare (la più grande congiura del silenzio),  quello in Giappone di correlazione fra assunzione di una tipologia di alimento – nel nostro caso i funghi (FUNGI) – e la riduzione del rischio cancro nella popolazione giapponese che fino a non molti anni fa era quella con la più alta incidenza di cancro gastrico al mondo. A seguito dell’osservazione risalente agli anni 70 di contadini che coltivavano e mangiavano funghi avendo così una bassa incidenza di Cancro rispetto al resto della popolazione,  il governo giapponese decise circa 30 anni fa di inserire i  funghi come razione alimentare settimanale raccomandata per circa 300 gr, diventando attualmente la popolazione con la più bassa incidenza di cancro al mondo non solo gastrico ma di tutti quelli alimentazione correlata-relata (circa l’80%  compreso prostata, mammella, pancreas, intestino, fegato, esofago, etc etc) oltre alla netta riduzione di tutte le altre malattie croniche. Tale dato epidemiologico, la maggiore evidenza scientifica per i numeri, ha trovato ulteriore riscontro nelle statistiche di mortalità/morbilità del Giappone che è il paese al mondo con  l’età media più elevata insieme all’aspettativa di vita, con indicatori di qualità che mostrano una popolazione anziana longeva ed in buona salute senza, peraltro, l’eccesso di  ricorso all’uso-abuso di farmaci ed in generale alle cure e all’assistenza del SSN, che negli anziani sono complesse e dispendiose, con conseguenziale riduzione della spesa sanitaria pro-capite, liberando così risorse che riescono a conciliare standard di eccellenza prestazionale e compatibilità economica come universalmente riconosciuto per la sanità giapponese. Il Giappone è il paese dove i funghi, per i risultati ottenuti, godono di uno status particolare: la coltivazione è regolata a livello di Monopolio di Stato con metodiche particolari per ottenere la qualità nutrizionale richiesta e da cui sono stati tratti alcuni passi del metodo brevettato “Fungi officinalis”. Qualcuno dovrebbe informare i nostri politici della realtà di questo popolo, noi che abbiamo la seconda popolazione più vecchia al mondo dopo proprio i giapponesi, ma risultiamo difficilmente paragonabili a loro, causa una bassa qualità della vita con scarsa salute soprattutto negli anziani, che invecchiano malati, tant’è che già dal tempo dei romani, da cui discendiamo anche come mentalità (altro tema importante), si identificava la vecchiaia con la malattia “senectus ipse morbus”, la quale sostiene una spesa sanitaria alle stelle e di converso servizi sanitari  scadenti, salvo rare eccezioni, che non riguardano tuttavia gli anziani dove spesso alla vecchiaia e alla malattia viene associato  il termine povertà (politically correct il termine diventa accessibilità).  Sarebbe il caso di riaffermare che insieme a “Prevenire è meglio che curare”, agire nella prevenzione primaria, sugli stili di vita dove da sempre predomina l’alimentazione (a proposito vedasi “dieta mediterranea ”), paga e ripaga nel tempo e rende sostenibili i servizi sanitari. Sempre che si trovi un governo che abbia il coraggio di andare contro gli interessi di Big-pharma.

Un’ulteriore conferma è quella del gruppo della Pennsylvania  State University (USA) di Djibril M. Ba et al. del 2021, studio pubblicato su Advances in Nutrition, dal titolo:” Higher mushrooms consumption is associated with lower risk of cancer: a systematic review and Meta-analysis of observational studies “, una grande metanalisi di studi osservazionali sull’argomento pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche internazionali dal 1966 al 2020 (54 anni!!) i cui risultati confermano il dimezzamento del rischio cancro (-45%) con appena circa 18 gr di funghi freschi in media al giorno (nemmeno 140-150 gr/sett. circa la metà dei giapponesi) con un rischio cancro tendente a zero, cosa che conferma i risultati del Giappone, crescendo proporzionalmente la quantità di funghi assunti con l’alimentazione. Ma i ricercatori dicono ancora di più: indicano la sostanza contenuta nei funghi: l’ERGOTIONEINA (la vitamina della longevità secondo il Prof. Bruce Ames) che per le caratteristiche uniche sia tra le sostanze naturali e sia tra quelle di sintesi, di antiossidante intracellulare ed antinfiammatorio extracellulare (dose-dipendente e senza possibilità/effetti d’accumulo), è ritenuta la maggiore artefice di questi incredibili risultati, insieme alle specie fungine dove è maggiormente contenuta: Pleurotus spp, Shiitake, Maitake, Hericium etc etc ovvero in funghi comunemente coltivati/coltivabili.. per questo è meglio rimuovere e non parlarne.. è troppo facile, direi quasi .. elementare Watson! N.B.: il riferimento alle criminose circostanze dell’esclamazione del detective Sherlock Holmes frutto della fantasia di Sir Arthur Conan Doyle e’ tutto fuorchè casuale.

Al di là del Giappone, uno studio di tale rilevanza pubblicato, non a caso, nel 2021 in piena pandemia, se si fosse trattato di un farmaco sarebbe stato oggetto di convegni e pubblicizzato per decenni, ma tant’è, noi come classe medica dobbiamo far passare il messaggio che i funghi sono quasi ortaggi ma meno digeribili e con meno proprietà e bisogna guardarli con sospetto perchè possono pure far male! La congiura del silenzio continua ..

Dott. Maurizio Bagnato

Medico-chirurgo e Micologo

Specialista in Igiene e Medicina Preventiva

Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

www.micomedicina.com

Micomedicina©2025

Fungi officinalis Project

Fungi officinalis project-description

” Let food be thy medicine and medicine be thy food.”

                           Hippocrates (460 B.C.)  
Summary                                            
               According to Hippocrates, the spiritual father of every doctor, food should be our main medicine. However, global warming, pollution with soil impoverishment and overpopulated world forced mass food production. This process leads to nutritional deficiencies and junk food rich in saturated fats and carbohydrates, good for energy supply only;  that is often a source of disease both when there is enough and even more when there is a shortage. It is not by chance to believe that almost all tumors originate from epigenetics, i.e. they are due to the two environmental factors mentioned: pollution and bad/insufficient nutrition. The individual factor or so-called “lifestyle” (for instance smoking) is an additional cause. Therefore, as doctors we cannot follow the Hippocratic dictates on food, not being able to arrange prevention for a healthy diet, often expensive, treating most (avoidable) diseases such as chronic ones and many neoplasias only at the end when these occur, through necessary and expensive chemotherapy drugs, with highly relevant social economic and personal costs. Unfortunately, culturally and economically our societies base oneself on disease and not on health, with the interested approval and media support by Big Pharma. The economic and social Elites are well aware of this and it is no coincidence that the Healthy Diet with Medicinal Mushrooms (M.M.) is currently exclusive to wealthy and cultured people. Medicinal Mushrooms so called also Chinese mushrooms as Shiitake, Maitake, Ganoderma etc, are some species of mushrooms, used in feeding by Chinese immigrant in US (from which the name) and traditional in oriental diet, with hystorical or scientifical evidences of health and pharmacological actions. Unfortunately, knowledge and culinary tradition, frequently in addition to the money, is not for all. Is a scientific evidence that in recent decades polluted and low nutrient food, are among the major causes of the exponential growth of chronic diseases and cancer in the most developed countries as well as in the poorer ones called “in developing countries”. In fact in those countries, in addition to the economic impossibility of accessing healthy and sufficient food and to the medical treatments and prevention programs, there is a so high level of soil, atmospheric and water wasting, that we are witnessing to a great cancer epidemic in younger people (Report “Global cancer statistics 2020 “ WHO).
               The connection food-pollution-cancer put together rich and poor countries, old rich and young poor people, the whole world. The association feeding with mushrooms=healthy is tightly connected to the mass presence inside the fruit body (cell wall) of branched-chain Polisaccarydes and Proteoglycan with unique and relevant immunomodulation action basic in prevention throught feeding (Immunocompetence). But the action against cancer/degenerative diseases is synergistic, needs more in quantity and quality and involves a lot of other actors presents (but in few quantities) only in mushrooms, like Ergothioneine, Ergosterol, Vitamin D2, trace elements and minerals (Selenium, Germanium etc). Those molecules are subject of the enrichment method “Fungi officinalis” ® (see later) together to others like alkaloids terpenoids vitamins etc etc. already present in the 20 species of Medicinal Mushrooms (MM) selected by the method.
               In short, the problem seems only technical: find a new cultivation method for a new product: a nutraceutical at the same time nutrition as a pharmacological action. Nevertheless, things are not quite like this, the problem is “Philosophical” and regards how we face Nature or Gaia from Lovelock hypothesis (1996) of a living Earth. If as a species want to dominate the Nature  (this Era is called Anthropocene rightly for impact), we are seeing the results with Global Warming, Cancer by polluted environment and Covid Pandemic; at the opposite we have to accept changing and the evidence that we cannot win this challenge in competitive terms. Respecting our biological limits but trying to prevent by reducing the environmental impact both individual and collective, doing the right thing: consume less and consume the right, improving quality and eco-sustainability. Let us take example from mushrooms that feed on and through waste with excellent energy balance, recreating themselves and all living beings at no cost. From technical point of view, we have all the possibilities, what we lack is the philosophical approach that we must borrow from the fungal symbiosis, that I believe have found in “Fungi officinalis project”.   
Furthermore, it was not ethically acceptable for a doctor like me, at the beginning of this story, that cancer is only a question of money and information (denied).   
              

MICOMEDICINA, FUNGHI OFFICINALI E PATOLOGIE AMBIENTALI

Micomedicina è sinonimo di cura dell’uomo “attraverso” i Funghi Officinali ®. I Funghi officinali ® sono 20 specie di funghi coltivabili ottenuti secondo un Metodo Chimico-Fisico brevettato in tutto il mondo dalla Soc. Startup Fungi officinalis Srl ®, con il quale si riesce a innalzare e standardizzare la concentrazione in nutrienti (metaboliti attivi) contro le malattie a carattere ambientale come quelle cronico-degenerative, rare e fino al cancro, creando un vero e proprio Superfungo. “Attraverso” nella Micomedicina significa anche prendere a modello il modo di comportarsi dei funghi in rapporto alla stretta connessione (simbiosi) con il mondo delle piante di cui sono partner obbligatori ai fini del nutrimento e della difesa contro le malattie. In analogia si ritiene che ciò possa avvenire all’interno del corpo umano per l’attività del Sistema Immunitario e del Ricambio Cellulare, dove c’è bisogno di un alimento funzionale come i Funghi Officinali che nutra e allo stesso tempo curi. Più in generale i Funghi sono indispensabili negli equilibri ambientali, sia macro che microscopici, alla base del mantenimento della vita nel nostro pianeta e di tutti gli organismi in esso contenuti.